Un momento di pace dove corpo e mente ritrovano il loro equilibrio naturale
Benvenuta e benvenuto nel mio YogaStudio, uno spazio dedicato a chi vuole ascoltarsi davvero. Credo che il benessere sia una vera esperienza di vita da coltivare giorno dopo giorno.
Ogni respiro, ogni movimento, ogni momento trascorso insieme è pensato per accompagnarti verso la consapevolezza: un cammino fatto di presenza che riporta a se stessi.

Le classi di Yoga: quando...
Lunedì ore 18:00
Yoga dolce e meditazione
Martedì ore 10:30
Hatha Yoga
Martedì ore 18:00
Yoga dolce e meditazione
Giovedì ore 10:30
Hatha Yoga
Giovedì ore 18:00
Hatha Yoga
Lo Yoga e molto altro...
Yoga dolce e meditazione
Ogni volta è un lento viaggio dentro te. Un ascolto consapevole che conduce alla calma, alla tranquillità del corpo, al silenzio della mente, per nutrire in profondità.
Hatha Yoga
Il vero legame con la vita proviene dall'essere prensete nel qui e ora. In questa pratica dal gentile fluire si cerca l'equilibrio tra l'energia maschile e femminile.
Ashtanga Vinyasa Yoga
Una pratica contraddistinta da una buona componente di difficoltà e "sfida", guidata dalla fluidità di respiro e movimento in grande sincronia.
Sound healing
Le vibrazioni del suono diventano terapia grazie alle campane himalayane che alleviano stress mentale e ristorano il sistema nervoso e la struttura energetica della persona.
Cerimonia sacra del cacao
Un rituale ancestrale le cui radici arrivano a noi grazie alle culture dell'America Centrale. Il cacao, per le popolazioni indigene, era la chiave di accesso a dimensioni spirituali profonde.
Yoga Nidra
Rigenera corpo e mente grazie a questa pratica di rilassamento profondo. In questi incontri il corpo viene guidato in uno stato simile al sonno, mantenendo però la mente vigile e cosciente.
La “via dello Yoga”
Namaste, sono Valentina allieva e praticante yoga dal 2011. Mi avvicino a questa pratica un po’ per caso, spinta dalla curiosità, fino a che essa stessa non diventa parte integrante della mia vita. Grazie alle classi di Ashtanga Vinyasa Yoga di Jenni Rowlings, allora insegnante presso lo Yoga Soup di Santa Barbara in California (USA), mi appassiono a questo connubio di respiro e movimento, che riesce da subito a portare dentro di me una grande calma, a farmi vivere il momento in presenza e a percepire veramente il corpo.
Nel tempo approfondisco la mia pratica in Italia sotto la guida di: Silvia Girardi, Arianna Panacea, Carlotta Redaelli, Sara Scirea. Qualche anno più tardi mi certifico insegnate Yoga Alliance RYT200 di Hatha Yoga e poi ottengo la certificazione RYT300 di Hatha Vinyasa Yoga e Ashtanga Vinyasa Yoga presso l’Himalayan Yoga Association di Rishikesh (India), sotto la guida di Yogi Shubham Goswami e Yogi Aman Nougain.

L'INDIA

30 gennaio - giorno 1
Si parte.
Anche se la percepisco come una non partenza. È un'altra tappa di questa mia vita. Un tassello che, dal 2024, aggiungo a questo mio "risveglio". La partenza quella vera.
Uscire dalla mia comfort zone è ormai diventata una necessità e una sfida, che mi porta ad essere sempre più consapevole sul mio vero Sè.
Oggi, riguardo indietro ai giorni in cui arrampicare su una parete di roccia mi faceva tremare come una foglia, o alla meravigliosa connessione che ho vissuto con le persone al mio primo ritiro Yoga. E, ancora, a quanto sconvolgenti possano rivelarsi le proprie emozioni quando si scava in profondità durante i ritiri di Meditazione.
Mi chiedo con curiosità cosa mi rivelerà la grande India, ormai prossima al mio orizzonte…
Quali vibrazioni emergeranno da questa terra fatta di profonda spiritualità, con tutti i suoi miti e le tante filosofie, ma anche con la sua grande capacità di integrare diverse espressioni del sacro?
Non mi resta che andare a scoprirlo…
E allora: si parte.
31 gennaio - giorno 2
Dopo 3 voli, quasi 6.000 km percorsi, 48 ore senza dormire e un taxi driver che non ho voluto disturbare nei suoi 25 minuti di spericolata guida, Rishikesh mi accoglie nel suo caotico ordine.
Posso vedere quanto l'India sia una terra di contraddizioni e pazzie, ma impregnata di un'energia, di sguardi che ti guardano davvero e di una spiritualità celebrata in ogni piccolo gesto.
Che poi a essere pazzi, fuori dalle righe, non è mica una brutta cosa…
Oggi non poteva mancare il primo incontro con il fiume #Gange, questa "Madre amorevole che purifica i peccati e offre la liberazione", e non poteva essere se non durante un rito sacro induista (il Ganga Aarti) celebrato lungo le sue acque, che si chiude con l'offerta di un piattino di argilla con petali di rosa, una candela al centro e incenso, come simbolo di devozione, purificazione e rispetto verso la dea Ganga.
Nel Gange ho immerso i piedi, che ora si preparano a sostenermi nelle prossime settimane, portando energia e radicamento. O per lo meno me lo auguro.
1 febbraio - giorno 3
Che dormita pazzesca questa notte: ci voleva!
Colazione e poi via per un tuffo nel caos delle viuzze di Rishikesh: intasate di persone che contrattano, tuk tuk che suonano ininterrottamente i clacson e scooter che sfrecciano. Tantissimi colori anche oggi per le strade della città e una parata a riempire di musica, canti e balli questa domenica 1 febbraio.
Una mattina davvero vibrante che mi è passata via veloce…
All'Himalayan Yoga Association invece si è celebrato il giorno di apertura per noi yogini. Una cerimonia fatta di meditazione, canti e gestualità rituali in omaggio al fuoco: Agni il primo elemento sacro che rappresenta l'energia di trasformazione, un atto di purificazione e un richiamo al risveglio della forza interiore.
Non poteva chiudersi in modo migliore se non intorno al fuoco: un momento di raccolta per tutti, scandito dal canto di Lokah Samastah Sukhino Bhavantu.
Namaste.
3 febbraio - giorno 5
I primi due giorni di lezione sono stati "WOW" super intensi e davvero colmi di nozioni. La mia giornata é scandita da un risveglio con un'ora di meditazione, un'ora di pranayama e un'ora e mezza di Hatha Yoga. Poi finalmente la colazione… Un paio d'ore di tempo per lo studio individuale.
Non so quando studierò "davvero" perché qui ogni concetto viene espresso al massimo del suo potenziale, del suo trascorso storico e della sua complessità. Quel che riesco a fare è una lettura veloce sui diversi contenuti del giorno prima. In cuor mio spero che, per qualche divina ragione, tutto questo possa in-fondersi in me solo per il fatto di respirare in questo luogo di conoscenza.
Un po' come prender la varicella per contatto insomma…
Dopo pranzo, il pomeriggio si snocciola via in una sequenza di filosofia, terapia Yoga e ayurveda (infinitamente vasta!), allineamenti e - dulcis in fundo - un'altra ora e mezza di pratica Ashtanga Yoga, per avere la certezza di arrivare stremata alle 19:30.
Per quest'ultima lezione ho già soprannominato l'insegnante Terminator Zen! E devo dire che neppure oggi mi ha risparmiata, ma va bene così. Perché a fine giornata mi sento esausta, felice, "noursurished" e in qualche modo ricaricata.
Lo prometto: tornerò carica a pallettoni!
Ps: comunque sto già pensando a quando tornerò in India la seconda volta… 😂🫣
5 febbraio - giorno 7
Ogni giornata qui diventa sempre più interessante e anche più facile la routine con sveglia alle 5:30. Ormai ho la sensazione di essere qui da un mese, anziché una settimana…
Il pranayama preceduto dalla pulizia di occhi e Nadi (narici destra e sinistra) adesso sembra un gioco da ragazzi e sono pratiche che voglio assolutamente portare con me: bando alla pigrizia!
Mi sono anche improvvisata suonatrice di gong e devo ammettere che c'è un certo feeling: non vedo l'ora di iniziare il corso di #SoundHealing con le campane Himalayane!
Sono molto soddisfatta anche della pratica di #HathaYoga del mattino e nel pomeriggio si oggi son finalmente riuscita a fare il primo massaggio Ayurveda! Che goduria… Anche se ho sofferto per i dolori a gambe, schiena, spalle e braccia - che ormai son diventate una costante -, mi ha sciolto parecchio. Sono uscita tenera e morbida come un marshmallow! 😜
La pratica di #AshtangaVinyasaYoga con Terminator Zen mi è piaciuta un sacco: finirò per adorarla! Sto iniziando a fidarmi di più del corpo e a mettermi in discussione e in sfida con me stessa. Infondo, l'Ashtanga è o non è una pratica ardua con asana complesse e molta disciplina? "Qui e ora" è il momento di mettersi in gioco e prendere tutto quello che arriva.
Tutto il resto lo vedrò giorno per giorno. Per ora son molto contenta. Anzi, son davvero felice di questa scelta e dove questo mi porterà... O magari resterò a mezz'aria e andrà bene lo stesso.
Hari Om.
7 febbraio - giorno 9
Nonostante le mie imperfezioni, questa mattina son partita benissimo: hand standing e inversioni. Non so perché, ma le adoro particolarmente. Molte asana neppure mi escono, sia chiaro! Ma quella sensazione di poter superare i limiti della mia mente è sorprendete!
Sì perché a bloccarmi non è il corpo che non riesce, ma la mente che ha paura. E questo ormai è chiarissimo come il sole che splende nel cielo terso.
Durante la classe di #HathaYoga abbiamo solo eseguito alcune asana un po' velocemente: Bakasana, Eka Pada Galvasana, Shirshasana, Adho Mukha Vrksasana.
Punto tutto sul fatto che forse, nel pomeriggio, durante la lezione di allineamenti continueremo la pratica di queste posizioni con tutte le correzioni del caso! E devo dire che Terminator Zen è molto bravo in questo.
Sì in effetti lo spero proprio: mi piace guardare il mondo a testa in giù… 😂
Bene, ora meglio se torno a studiare che sto arrancando su tutto e avere aspettative così alte sul futuro - anche se così prossimo - non va bene.
Memo del giorno: le aspettative sono inutili, le aspettative sono fuori dal mio controllo.
8 febbraio - giorno 10
Questa mattina sveglia alle 4.
Il tempo di aprire gli occhi, caricare la jeep e via. Direzione: tempio di #KunjapuriDevi, uno dei luoghi più sacri e panoramici di #Rishikesh.
Si trova in cima a una collina della catena Himalayana a circa 1.600 metri di altezza. Da lì si può ammirare una delle più belle albe della regione, che illumina le vette del Swargarohini e del Gangotri. Ma ciò è possibile solo dopo diverse decine di scale a prova di crampi, con in mano una borsetta di frutta: la colazione!
Poco dopo le 7 del mattino davanti si miei occhi si apre questo panorama mozzafiato, l'aria pungente, il profilo delle montagne che si delinea sempre più e tante persone con lo sguardo rivolto nella stessa direzione…
Per poi essere saccheggiata dalle scimmie, uscite da chissà dove, pochi minuti dopo la comparsa del sole.
È incredibile: la natura di risveglia e mi frega la colazione…
Dopo un paio d'ore si torna in direzione della città. Una volta abbandonata la jeep non mi resta che… far colazione, per poi addentrarmi tra le vie del centro in cerca di musica.
Proprio così: ho trascorso quasi un'intera giornata in due negozi di strumenti asiatici, provando un po' di tutto e lasciandomi attraversare da vibrazioni sonore delicate come cimbali, campane, handpan e ocean wave o potenti come quelle dei gong.
Chissà cos'ho combinato qui dentro?!? 😜
Prima di rientrare, non mi resta che salutare la Dea Gange, osservare e lasciarmi osservare dagli sguardi del popolo indiano: è incredibile come ti guardino dritti negli occhi. Il loro sguardo non è sfuggente o insicuro. No, loro ti sorridono e ti guardano diretti e hanno questi occhi scuri bellissimi e caldi che ti accolgono, qualunque sia il tuo credo, la tua natura o la tua provenienza. È tutto parte di un'unica grande energia che si muove fuori e dentro di te. E qui questa sensazione arriva nitida.
10 febbraio - giorno 12
È iniziata la mia seconda settimana: da una parte mi sembra di esser qui da un mese e, dall'altra, osservo la mia mente che mi porta a pensare di non aver abbastanza tempo…
Alla sera sono fisicamente esausta, eppure mi sembra di non dare abbastanza. Di poter metterci ancora un pezzettino e spingermi più in là. Asana, asana e poi ancora asana da praticare correttamente con i giusti allineamenti, con flessibilità e forza, accettazione e disciplina. Anche la più semplice, non è così semplice…
Questa mattina mi aspettavano 108 Surya Namaskar (saluti al sole) in giardino con tutti i partecipanti ai corsi di questo mese. Mentalmente li pensavo sfidanti, invece sono andati via lisci. Forse eseguiti troppo veloci per il mio stile, ma sicuramente ha aiutato i ragazzi più giovani ad arrivare fino alla fine. C'era una bella energia e 56 minuti sono davvero volati!
Ed è partito anche il corso di Sound Healing (terapia del suono). Lo trovo davvero molto interessante: aiutare le persone a rigenerarsi, ricentrarsi, ripulire la propria aura utilizzando le vibrazioni sonore di campane himalayane, gong e mantra cantati a voce per riequilibrare mente, corpo e spirito. Oggi ho eseguito alcune pratiche e provato il loro effetto direttamente su me stessa: oltre a un effetto calmante e di rilassamento profondo, è arrivata molto forte una sensazione che sicuramente mi ha smosso dentro.
Vedremo come andrà domani…
Le giornate si rivelano sempre belle ricche di esperienze diverse e con un corso in più, ho sempre meno tempo libero, ma colgo anche molte più occasioni di conoscere…
E va bene così. Prendo più che posso ora e adesso.
13 febbraio - giorno 15
Studiare la mente non significa esserne immuni. Meditare è una pratica di consapevolezza che non fa scompare le ombre o rende superiori, semplicemente si vede meglio.
Così come quando si tratta di praticare con costanza, il modo in cui si parla a se stessi è importante. Riformulare i pensieri in modo positivo, gentile e portare la coerenza nella propria pratica aiuta davvero, perché la costanza batte l'intensità ogni giorno.
14 febbraio - giorno 16
Dopo queste prime due sfidanti settimane a Rishikesh, vedo quanto il cammino che mi si sta aprendo davanti si riveli sempre più affascinante ed entusiasmante.
Me ne sono innamorata, e quale giorno migliore per celebrare una passione che sento e vivo così intensamente? ♥️
Respirare ciò che si vive in India, essere immersa in questa cultura - sempre contornata da una vivacità dai forti contrasti - non è solo una "pratica Yoga". È uno stile di vita a tutto tondo, è il modo in cui scegli di essere presente e rendere omaggio a te stessa ogni giorno. È presenza nel corpo, nello spirito e nella mente.
Forse è difficile da spiegare a chi mi legge, ma è lontano… e non parlo solo di chilometri.
A chi ha partecipato a qualche mia classe, vorrei che arrivasse tutto quello che c'è oltre al tappetino. Vorrei dire che ci si fa' il regalo più bello quando ci si presenta a lezione anche se non se ne ha voglia. Quando si respira invece di reagire. Quando si smette di cercare distrazioni e semplicemente si resta con quello che c'è.
Mantenere una promessa fatta a se stessi: una disciplina gentile che ci accompagna con costanza e pazienza.
La pratica non è fare la posa più bella, ma stare nel corpo, sentirlo, viverlo e muoversi anche quando nessuno guarda. La ripetizione di gesti e movimenti che poco alla volta diventano più fluidi e trovare in tutto questo la propria pace, la calma interiore, una forza senza Ego, la devozione senza perfezione.
E questo ancora non è tutto: diventa davvero reale quando lo Yoga esce dal tappetino e inizia ad allineare le azioni, i valori e il proprio sentire in un unico cammino. Presente. Autentico. Unico.
15 febbraio - giorno 17
Questa domenica è stata molto interessante. Sono uscita dal campus per un pranzo nel centro di Rishikesh, nella zona di Topovan, con amici del corso.
Oggi in città si celebra con grande devozione la Maha Shivratri (la grande notte di Shiva): una delle festività più importanti dell'Induismo. Ho visto folle di persone riversarsi nei templi per il matrimonio sacro di Shiva e Parvati, strade più che mai ingorghe di ogni genere di veicolo (con quantità di passeggeri decisamente fuori dai numeri 😂) e una marea di volti da cui traspare gioia e vivacità.
I bambini ti guardano con queste grandi perle nere incastonate negli occhi, ti salutano con sorrisi accesi per poi ridacchiarsela solo perché sei straniero… Dai loro sguardi traspare tutta la loro curiosità. A volte si fanno coraggio e ti chiedono "da dove vieni?", per poi scappare chissà dove…
Capisco perché si dice che l'India "o si ama o si odia".
Il paradosso vive in questa terra: la sporcizia, il rumore, la folla e la disorganizzazione contrastano con la spiritualità delle genti, i colori, l'ospitalità e la gentilezza del popolo. È davvero un paese che travolge i sensi, offrendo sensazioni di sorpresa ma anche sfide che definirei senza esitazioni "estreme".
Domani si torna con il naso sui libri e i piedi sul tappetino…
16 febbraio - giorno 18
È già sera qui a Rishikesh e oggi mi sento carica a pallettoni!
Dalla lezione di Kundalini Yoga, seguita il giorno successivo dalla Meditazione Dinamica di Osho qualcosa è cambiato nella percezione del corpo e di ciò che mi accade intorno.
Anche la lezione di Yin Yoga mi ha regalato qualcosa questa mattina. Ho chiuso gli occhi ed è stato un po' come entrare in uno spazio conosciuto: mi sono sentita richiamare da un "luogo che percepivo come tornare casa", come se stessi varcando una soglia senza confini reali, ma già nota alla mio essere. E poi da lì sono emerse altre sensazioni che neppure sembravano mie. Come se ci fosse qualcosa di antico, profondo e anche doloroso che proveniva da questo spazio.
E stato interessante osservare questa sensazione…
Nonostante ciò, ho iniziato la settimana con più serenità, anche se gli esami si avvicinino e il tempo a disposizione è poco. Anche il corpo si sta riprendendo: i vari ematomi su schiena, gambe, braccia, polsi e quant'altro si stanno riassorbendo. Sembro una banana ammaccata diciamo così… 😂
L'obiettivo è tornare intera, comunque.
Oggi mi sono ritagliata un momento per praticare un po' con il gong, e ammetto che - dopo aver finito il corso di Sound Healing - mi sento piuttosto ingaggiata a praticare con tutto ciò che la tradizione asiatica mette a disposizione.
Quando tornerò a casa preparate tappi per le orecchie e cuffie insonorizzate: mi farò sentire! 😂
Come sempre la giornata si è chiusa con l'ultima pratica di Ashtanga Vinyasa Yoga con Aman che dà a tutte la buonanotte senza passare dal via!
Questa sera sono quasi stanca: quindi studio un po' e poi cado tra le braccia di Morfeo. 😎
Namaste.
17 febbraio - giorno 19
Con il 17 febbraio, secondo il calendario cinese, ci si prepara all'inizio dell'anno del Cavallo di Fuoco che dominerà il nostro 2026 fino al prossimo anno.
Una cerimonia di tè matcha e di cacao qui all'Himalayan Yoga Association di Rishikesh sembra di ottimo auspicio per celebrare questa luna nuova in acquario!
Il rituale di preparazione del tè matcha - secondo la tradizione giapponese - si prepara con rispetto e consapevolezza, riflettendo i principi Zen di armonia (wa), rispetto (kei), purezza (sei) e tranquillità (jaku).
Ma lasciare l'India per il Giappone è solo momentaneo: giusto il tempo di sorseggiare una tazza di tè, dopo una bella giornata carica di sorprese anche sul tappetino!
E poi via di musica per essere certi di liberare anche le ultime forze della giornata… 😂
Hari Om.
20 febbraio - giorno 22
La giornata parte con una bella pratica di Hatha Yoga insieme al mio insegnate Shubbam.
Le origini di questa pratica sono molto antiche - risalgono alle tradizioni Tantriche e Nath - e si focalizza sulla preparazione del corpo fisico per la meditazione profonda e l'illuminazione (Samadhi).
Hatha in sanscrito deriva dall'unione di due parole Ha (sole, energia maschile e attiva) e Tha (luna, energia femminile e introspettiva), simboleggiando l'equilibrio tra le due polarità all'interno del corpo: forza e flessibilità, sforzo e resa, calore e freddezza.
L'Hatha Yoga è una pratica classica e accessibile che, se praticata in modo dolce e lento, è l'ideale per principianti poiché permette di comprendere meglio l'allineamento delle posizioni, senza per questo essere meno sfidante per livelli più avanzati. Si focalizza sull'equilibrio tra corpo e mente attraverso la tenuta prolungata delle Asana (posizioni), tecniche di Pranayama (respirazione) e rilassamento. Questa disciplina migliora flessibilità, forza e postura, riducendo stress e ansia.
21 febbraio - giorno 23
Che dormita fantastica. Ieri sera prima di addormentarmi ho provato una meditazione camminata con l’amico Jean, in cui sono arrivate percezioni diverse. Dal sentire il peso doppio della gravità sul corpo e le braccia pesanti come mattoni, al riuscire ad allungare il respiro e l'apnea dopo l'espiro molto a lungo. È arrivata anche un'immagine molto chiara: la visione del mio cuore che in quel momento pompava sangue e, probabilmente, questa si è collegata alla lezione di anatomia sull'apparato circolatorio del pomeriggio.
Chissà forse qualcosa si sta sedimentando! 😂
È stato molto interessante osservare il corpo e la mente - che in questi giorni sta facendo la sua gincana tra dubbi e incertezze -, anche con solo una mezz'ora di meditazione. Specie dopo una giornata intensa come tutte quelle che sto vivendo qui.
La lezione di Allineamento delle posizioni con Aman si rivela sempre ricca di sorprese e nuovi metodi di tortura! 😂
Ovviamente scherzo: grazie ad attrezzi basici come mattoncini, cinture, sedie e coperte al muro si possono trovare soluzioni fantastiche per ogni tipo di corpo e asana.
La cosa fondamentale è provarci. Provare su se stesse, capire come funziona, sentire come un giusto allineamento cambia il corpo e facilita la tenuta nella posizione.
A volte sento la necessità di ripetermi che sono qui non solo per nuove e più avanzate nozioni, ma per sperimentare. Provare e riprovare: anche se un'asana non viene, ci si può arrivare pian piano con soluzioni alternative.
Mai smetterle di cercare le soluzioni è la via…
22 febbraio - giorno 24
Oggi è il 24esimo giorno dalla mia partenza.
Questa mattina mi son svegliata un po' combattuta tra il restare al campus a studiare per la certificazione o uscire per l'ultima volta in giro per Rishikesh. Inutile dire che uscire ha avuto la meglio! 😂
D'altra parte è l'ultima domenica che mi resta per addentrarmi tra le caotiche vie di questa città che esplodono di vita: dai colori dei sari delle donne, a quello delle spezie in vendita, dagli odori di incenso a quello dei cibi preparati lungo le strade, senza tralasciare il suo traffico folle. Ed è proprio questo paradosso che l'India stessa rappresenta, che mi permette di apprezzare e cogliere sfumature che al mio arrivo non mi erano evidenti. Ciò che c'è qui non si può raccontare… sarebbe come voler catturare con le mani qualcosa che non si può prendere: si può solo vivere.
Grazie Rishikesh per esserti mostrata ancora una volta. Grazie per avermi accolta, come accogli le acque del fiume Gange. Senza difficoltà in un continuo fluire.
23 febbraio - giorno 25
Ebbene sì: è iniziata l'ultima settimana.
Incredibile quanto il tempo sia stato lungo e allo stesso tempo sia volato…
Sento il corpo stanco, nonostante riesca a percepire quanto sia più resistente, elastico e forte rispetto al mese scorso.
C'è sempre molto su cui lavorare, senza dubbio, e con costanza e un po' di disciplina potrò continuare a migliorare.
Tra un paio di giorni iniziano anche gli esami: Pranayama e Hatha Yoga, filosofia dello Yoga, Anatomia, Ayurveda e terapia Yoga, dulcis in fundo Ashtanga Vinyasa Yoga.
Sempre giornate intense: una certezza!
Quindi buttiamoci sul tappetino e via.
25 febbraio - giorno 27
Oggi si sono aperti ufficialmente gli esami per la certificazione YTT 300.
Devo dire che mi sono svegliata con il meglio dei pensieri in testa: per la pratica di Hatha Vinyasa Yoga mi sento abbastanza sicura… nella mia sequenza di apertura ho pensato di introdurre qualche asana di riscaldamento per spalle e collo con blocchetti e cintura che propongo a casa: i miei cari allievi le conoscono bene! 😊
Chissà che non possano essere d'ispirazione alla mie colleghe di corso.
Anche qualche variante di apertura delle anche e trattenuta del respiro (Kumbaka) non fa male!
E poi via di Surya Namaskar come se piovesse… 🙃☔️
Il pomeriggio di studio si è rivelato un continuo zampillio di temi per appianare i vari dubbi crescenti durante il ripasso di Pranayama e Filosofia Yoga. Nel mezzo ci ho dovuto mettere anche Ashtanga, perché non conosco ancora la serie a memoria e ci sto un po' male.
Mi sento come un cassetto che straripa di calzini e aprendolo per mettercene altri, esplodono calzini ovunque.
Penso che domani - se non saprò qualche risposta - parlerò di calzini e mediterò su questo pensiero di indumenti esplosivi osservandolo dall'esterno.
Oppure potrei lanciare la moda del Pranayama con il calzino. Chissà se fosse usato e maleodorante potrebbe aprire le narici in un batter d'occhio! 😜
Bene: direi che ormai sto delirando. Giornata intensa, giornata intensa…
Buonanotte mondo!
Hari om.
27 febbraio - giorno 29
Oggi è l'ultimo giorno di esami per la mia certificazione Yoga Teacher Training 300h.
Il 29esimo giorno dall'inizio di questo viaggio.
Mi aspettano argomenti tosti: Anatomia e Ayurveda/Yoga terapia e, per chiudere, la pratica di Ashtanga e Allineamenti.
Un vero crescendo di pathos! 😂
Quasi non ci credo di essere arrivata alla fine del corso: c'è ancora così tanto da imparare!
Un mese è niente: vola e si gettano giusto le basi di una quantità infinita di contenuti da approfondire per il resto della vita… 😉
Ancora non ci credo che domani dovrò fare i check-in dei voli, preparare il bagaglio (che probabilmente non si chiuderà!), e tirar fuori di nuovo il piumino invernale.
Ma vi ho raccontato che qui a Rishikesh di giorno ci sono 28-30 gradi e splende sempre il sole? 🙃
Bene, torno nel presente. Agli esami e alla pratica. Domani arriverà forse…
28 febbraio - giorno 30
Passiamo una vita intera ad aspettare il "momento giusto", il via libera di qualcosa o qualcuno, e che tutte le tessere del puzzle vadano al loro posto prima di concederci di essere felici.
La verità è che il mondo esterno non ci darà mai quel permesso, perché non è suo compito farlo.
La svolta avviene quando smetti di chiedere "posso?" e inizi a dire a te stessa "scelgo". Ho scelto questo viaggio, questa esperienza in India.
Lontano da aspettative ed etichette, inizi a sentire di nuovo la tua voce. Non quella guidata da doveri e paure, ma da desiderio e curiosità.
Così come il corpo si apre quando si sente sicuro, così la mente si schiude per lasciar spazio al nuovo. Quando il respiro si quieta, quando l'allerta si attenua, quando smetto di pretendere da me stessa e inizio ad ascoltare.
Infondo, paura e fiducia nascono dalla stessa energia: entrambe chiedono di credere in qualcosa che ancora non esiste. Sono le due facce della stessa medaglia.
Poi a un certo punto accade che si comprende che l'unica via è solo "attraverso"…
Attraverso le ferite e le paure, attraverso le esperienze e le sorprese che queste mi riservano, attraverso il sudore e l'impegno. Attraverso tutto ciò che il corpo sente e, se gli permetto di parlarmi, mi mostrerà la via anche per mente e spirito.
Om.
L'AMAZZONIA
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